Piombaia

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La storia di Piombaia nasce dall’unione delle famiglie Rossi e Cantini. Nella prima metà del Novecento Mario Rossi e la moglie Carolina, fattori di mestiere, gestiscono privatamente parte del podere di famiglia Pecci, un nobile ed antico ceppo montalcinese da un ramo del quale proviene appunto Carolina. E’ così che inizia l’attività imprenditoriale, arricchitasi poi grazie all’apporto dei Cantini quando Vittorio Cantini, pisano che lavora come fattore in un’altra tenuta va a sposare Lida, la figlia di Mario e Carolina e insieme acquistano altri terreni tra cui il podere Piombaia. I vigneti di Piombaia sono situati nella zona nord-est di Montalcino e divisi in due appezzamenti di età e livello diversi. Dei 12 ettari di vigneti l’appezzamento della Croce, di circa 8 ettari, ha 35 anni di età. Composto da 6,5 ettari di sangiovese grosso e 1,5 ettari di merlot, si trova su un terreno argilloso-sabbioso con diverse concentrazioni a seconda delle zone al suo interno con un’altezza media di 450 metri sul livello del mare. L’altro appezzamento di 4 ettari di sangiovese grosso ha 45/50 anni di età e si trova a ridosso del poggio della Civitella, a 80 metri sul livello del mare, su una collina abbastanza digradante composta di terreni pietrosi di galestro, esposta a sud est. Tutto ruota intorno alla natura; la vigna è per noi il fulcro intorno a cui tutto ruota, la maggior parte del lavoro, infatti, si concretizzano in vigna, dalla potatura sensibile al sovescio, dall’utilizzo dei cavalli al posto dei trattori fino alla vendemmia rigorosamente a mano. L’obiettivo è quello di rinforzare la fertilità e la vitalità con mezzi naturali. Il compost prodotto da concime solido da cortile e materiale vegetale come fertilizzante sono i principali mezzi con cui ottenere la fertilità. Il sovescio, le rotazioni colturali, la lotta antiparassitaria meccanica, i pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali sono gli altri mezzi a sostegno della vitalità della vigna. Piante e fiori hanno il principale compito di aiutare la crescita della vite nutrendo il sottosuolo. Un approccio così intensivo in vigna si riflette in uno altrettanto soft in cantina: le vasche senza temperatura controllata, le fermentazioni spontanee senza aggiunta di lieviti e solfiti, l’affinamento in legno per lungo tempo, i travasi e filtraggi ridotti al minimo fanno sì che il vino di Piombaia possa esprimere tutto il suo potenziale. Agricoltura biodinamica. Due parole che implicano un modo di lavorare, osservare, di vivere la terra. Una filosofia di vita per apprezzare tutta l’armonia di un campo coltivato, il succedersi delle stagioni e del tempo. Con il metodo biodinamico, l’agricoltura è in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini.

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